Start Franchising festeggia 10 anni, a Casa Sanremo il confronto sul futuro del settore

27 febbraio 2026 Redazione
Start Franchising festeggia 10 anni, a Casa Sanremo il confronto sul futuro del settore

Dieci anni di attività editoriale rappresentano un traguardo significativo per Start Franchising, l’unica rivista cartacea italiana interamente dedicata al mondo dell’affiliazione commerciale.

Nata con l’obiettivo di raccontare e accompagnare l’evoluzione del settore, la testata ha costruito nel tempo uno spazio informativo verticale che affianca franchisor, franchisee e aspiranti imprenditori nella comprensione delle dinamiche del mercato e nello sviluppo di nuove attività imprenditoriali attraverso questo modello di business. In questi 10 anni il magazine ha documentato accuratamente le trasformazioni del settore, con un occhio sempre rivolto oltre confine: dall’espansione delle reti alla crescente professionalizzazione dei modelli organizzativi, fino all’integrazione delle tecnologie digitali.

Il decimo anniversario è stato celebrato con un evento dedicato presso Casa Sanremo, luogo simbolico di incontri e dibattiti durante il periodo del Festival di Sanremo. L’appuntamento ha riunito imprenditori, manager e operatori del settore per riflettere sulle nuove traiettorie del franchising.

Il franchising tra evoluzione del modello e nuove opportunità

Negli ultimi anni il franchising ha attraversato una trasformazione significativa. Se in passato veniva spesso percepito come una formula relativamente “protetta” per avviare un’attività imprenditoriale, oggi il modello si configura sempre più come una piattaforma di crescita imprenditoriale, dove competenze, tecnologia e capacità manageriali giocano un ruolo decisivo.

Durante il panel organizzato per il decennale di Start Franchising, Roberto Lo Russo – giornalista, nonché cofounder di Nemo Group, di cui Start Franchising è parte, e cofounder di Millionaire – ha sintetizzato efficacemente questa trasformazione:

«Il franchising non è più un rifugio ma un acceleratore. L’affiliato non può nascondersi dietro la casa madre: deve mettersi in gioco».

Un’affermazione che riflette il cambiamento strutturale del settore, sempre più orientato a valorizzare imprenditori capaci di contribuire attivamente allo sviluppo della rete.

L’intelligenza artificiale entra nelle reti in franchising

Tra i temi centrali del confronto è emerso il ruolo crescente delle tecnologie digitali, in particolare dell’intelligenza artificiale.

Secondo Cristian Ferrero, amministratore delegato di Fresissima Oltre il Franchising (gruppo DAM Group), l’adozione di strumenti basati sull’IA rappresenta già oggi un fattore competitivo.

L’azienda ha iniziato a introdurre queste tecnologie circa due anni fa, integrandole in diverse funzioni operative, dal marketing alla produzione fino al supporto alla rete di affiliati.

«Adottare l’intelligenza artificiale ci permette di immaginare scenari oggi forse impossibili e capire fin dove può arrivare il nostro business».

L’obiettivo, ha spiegato Ferrero, non è sostituire il lavoro umano, ma migliorare l’efficienza dei processi e rafforzare la capacità strategica delle organizzazioni.

Start Franchising Xasa Sanremo 2026
Da sinistra a destra: Roberto Lo Russo, Cristian Ferrero, Sebastiano Marinaccio, Silvia Spronelli, Alessio Campanale

Più selezione nella scelta degli affiliati

Un altro trend emerso riguarda la crescente selettività delle reti di franchising.

Sebastiano Marinaccio, co-founder e CEO di Mercatino Franchising – rete con circa 220 punti vendita e oltre trent’anni di attività – ha sottolineato come il settore stia progressivamente abbandonando logiche espansive indiscriminate cambiando il proprio approccio.

«La forza di un marchio non sta in quanti punti vendita apri, ma in quanti non ne chiudi».

Oggi l’ingresso in una rete strutturata richiede mentalità imprenditoriale, competenze trasversali, propensione all’innovazione e tanta disponibilità ad ascoltare da chi ha intrapreso prima lo stesso percorso, anche per non ripetere gli stessi errori. Non è dunque sufficiente pagare la fee d’ingresso: il franchisor valuta attentamente il profilo dell’affiliato per garantire la sostenibilità del progetto nel lungo periodo.

Il vero cambiamento? La mentalità imprenditoriale

Per Silvia Spronelli, founder e CEO di SoloAffitti – rete che conta circa 300 punti vendita – la tecnologia da sola non rappresenta la principale tendenza del settore franchising per il 2026. Il vero cambiamento riguarda piuttosto l’approccio mentale degli imprenditori.

«Per troppo tempo il franchising è stato percepito come un sistema di protezione: metodo collaudato, economie di scala, riduzione del rischio. Tutto vero, ma non più sufficiente. Oggi il valore aggiunto di una rete si misura nella capacità di offrire competenze evolute, formazione continua, strumenti digitali avanzati e innovazione costante, senza perdere l’identità del brand».

Il mercato si sta alzando di livello, i franchisor sono chiamati ad adeguarsi ai nuovi standard per non perdere di competitività, dall’altra parte i franchisee devono essere capaci di ascoltare e essere reattivi.

Innovazione ed esperienza del cliente

Il rapporto tra tecnologia e crescita degli affiliati è stato al centro anche dell’intervento di Alessio Campanale, founder e CEO di Mister Lavaggio, rete che conta circa 400 affiliati.

Secondo Campanale, innovare significa rendere i modelli operativi sempre più semplici ed efficaci per l’imprenditore.

«Negli anni il franchisor ha insegnato dove trovare clienti e come vendere. Oggi non basta: serve formazione costante e un modello costruito sulla persona».

Il successo di una rete dipende sempre più dalla crescita professionale dei singoli affiliati.

Da sinistra a destra: Roberto Lo Russo, Alice Vanzetto, Cristina Benerecetti, Silvia Spronelli, Alessio Campanale

Il ruolo strategico dei dati nel marketing

Tra i fattori che stanno ridefinendo il franchising vi è anche l’utilizzo strategico dei dati.

Alice Vanzetto, responsabile marketing di Tecnozoo e rappresentante del franchising Zooplanet, ha evidenziato come il marketing stia evolvendo verso una dimensione sempre più analitica.

«Il brand resta una calamita potente, ma la vera miniera d’oro è il dato strutturato».

L’analisi dei dati consente oggi di comprendere meglio il comportamento dei clienti e di sviluppare strategie più mirate, mentre l’intelligenza artificiale permette di automatizzare molte attività operative, liberando spazio per la creatività. La creatività resta dunque nel marketing con i dati a supporto della crescita.

Il fattore umano resta centrale

Nonostante l’avanzata delle tecnologie, il capitale umano continua a rappresentare il vero motore del franchising.

Lo ha sottolineato Cristina Benerecetti, founder de La Clinica del Sale, evidenziando l’importanza della formazione e dell’accompagnamento imprenditoriale.

«L’intelligenza artificiale va nutrita. Senza formazione e competenze non produce risultati».

Nel suo modello imprenditoriale il franchising rappresenta anche una leva di inclusione professionale, capace di offrire nuove opportunità a persone che desiderano avviare una seconda carriera, spesso dopo i cinquant’anni.

Dieci anni di racconto dell’evoluzione del franchising

La chiusura dell’incontro ha riportato l’attenzione sul ruolo dell’informazione nel raccontare le trasformazioni del settore.

Come ricordato da Roberto Lo Russo, il franchising si basa su un principio fondamentale sancito dalla Legge 129/2004 sul franchising: il contratto di affiliazione è un accordo tra due imprenditori autonomi che collaborano all’interno di un sistema organizzato.

In questo quadro, i dieci anni di Start Franchising rappresentano anche dieci anni di osservazione privilegiata di un modello imprenditoriale in continua evoluzione.

Un percorso editoriale che ha accompagnato la crescita di un settore sempre più competitivo, tecnologico e selettivo, dove il successo dipende dalla capacità di innovare, formarsi e assumersi responsabilità imprenditoriali.