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Franchising · SERVIZI

Franchising Dot

Centro stampa chiavi in mano in quattro formule, da 28.900 euro, in una rete di 13 negozi

29 – 60 k€
investimento
13
punti vendita

Quanto costa un franchising Dot?

Investimento complessivo

Budget totale stimato per l'apertura

28.900 € – 60.000 €

Royalty di gestione

3%

Durata del contratto

7 anni

Superficie minima

a partire da 30 m²

Punti vendita

13

Dati dichiarati dall'insegna — fonti e data di verifica a fondo pagina.

Di cosa si tratta

Dot è un network di centri stampa in affiliazione sviluppato da Dot Design & Print, azienda con sede a Pavia che lavora nella grafica e nella riproduzione da più di vent'anni. La rete conta 13 centri aperti, distribuiti fra Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria e Lazio: Alessandria, Borgomanero, Brescia, Lodi, Monza, Nettuno, Novara, Pavia, Saronno, Sarzana, Sesto San Giovanni, Torino e Verona. Il franchisor dichiara 44 stampanti e 17 plotter installati nei negozi del gruppo.

Il punto vendita tipo è un negozio che vende servizi di riproduzione e di comunicazione visiva a imprese, professionisti, studenti e clientela di passaggio. L'assortimento comprende la stampa digitale per quantitativi contenuti, la tipografia quando le tirature sono alte, i plottaggi di grande formato su carte tecniche, pvc, banner e canvas, la stampa su supporti rigidi come forex, alluminio o plexiglass, la personalizzazione di capi e gadget, la legatoria e la rilegatura delle tesi universitarie. Dove l'affiliato possiede competenze grafiche si aggiunge la progettazione; in caso contrario il lavoro passa alla sede centrale o a un altro centro della rete.

Carta d'identità

Unità sul territorio
13
Punti vendita
13
Tipologia attività
Centro stampa e grafica: stampa digitale, tipografica e grande formato, supporti rigidi, personalizzazioni, legatoria e rilegatura tesi
Società
Dot Design & Print

Le domande giuste prima di partire

Come funziona l'affiliazione Dot

La formula è quella del negozio consegnato pronto all'uso. Arredo disegnato su misura in ferro e legno, macchine da stampa e da legatoria, computer, insegna, vetrofanie, materiale pubblicitario e una prima scorta di carte restano di proprietà dell'affiliato. L'elenco preciso delle attrezzature cambia con la configurazione scelta, e il franchisor dichiara di non imporre il fornitore: in alcuni negozi della rete sono state montate macchine indicate dall'affiliato stesso, e un computer recente già in possesso del candidato viene scalato dall'investimento di partenza.

Prima dell'apertura il candidato viene affiancato nell'analisi del territorio, nella ricerca del locale, nella trattativa con la proprietà, nelle pratiche burocratiche e nella costruzione del business plan. Dalla firma all'inaugurazione passano in genere sei-otto settimane, impiegate per il corso di formazione e per i lavori nel negozio: impianto elettrico, rete dati, tinteggiatura e, nell'ultima settimana, allestimento di arredi, attrezzature e cartelli interni. L'addestramento si svolge nei centri di Pavia, dura due o tre settimane secondo l'esperienza di chi lo segue e tocca la gestione tecnica, quella amministrativa e quella commerciale. Ogni affiliato riceve una zona in esclusiva e l'uso del marchio per insegna e pubblicità.

Il tratto che il franchisor mette in primo piano è lo scambio di lavorazioni fra i centri: un negozio che non ha la macchina adatta o la competenza grafica necessaria gira la commessa a un altro affiliato o alla sede, a condizioni interne agevolate, e continua a fatturarla al proprio cliente. La rete negozia inoltre le condizioni di acquisto con i partner tecnologici e con i fornitori di prodotti e servizi.

Le quattro formule di investimento Dot

Il sito pubblica quattro configurazioni di negozio con la cifra corrispondente:

  • Graphic, 28.900 euro: da 30 metri quadrati e una persona, pensata per chi arriva dalla grafica e lascia alla rete le lavorazioni più complesse.
  • Standard, 39.000 euro: 60-80 metri quadrati, una o due persone, con copiatrici digitali, stampante in bianco e nero ad alta velocità e brossuratrice per libri e tesi.
  • Plus, 54.000 euro: 70-120 metri quadrati e capacità produttiva estesa a poster da interno ed esterno, personalizzazione dell'abbigliamento, vetrofanie e timbri.
  • Maxi, 60.000 euro: la configurazione più attrezzata, con plotter di fascia superiore e stampa sublimatica in A3, adatta a servire anche gli altri negozi del gruppo.

Il contratto dura 7 anni, rinnovabili, e prevede una royalty annua del 3% sul fatturato del negozio, con un minimo di 1.500 euro, a copertura delle attività di sviluppo del marchio. Le cifre delle formule non comprendono affitto e cauzioni, tinteggiatura nei colori della rete, eventuali interventi su impianto elettrico e illuminazione: sono voci che vengono quantificate nel business plan, insieme alle altre spese tipiche di un'attività commerciale. Chi ha già un centro stampa attrezzato può entrare nella rete con un cambio di layout e una revisione delle royalty che tiene conto del lavoro svolto.

Chi cerca Dot e cosa conviene verificare

Il profilo indicato è quello di chi ha già lavorato nella grafica, nella stampa o nella copia, con attitudine commerciale e imprenditoriale: il franchisor considera il mestiere difficile da improvvisare. Non è un requisito formale, ma orienta la selezione. La rete segnala di aver partecipato con alcuni affiliati a bandi pubblici locali, e di non imporre i prezzi finali, che l'affiliato fissa dopo un'indagine sul mercato della propria zona.

Come ogni affiliazione commerciale in Italia, il rapporto è regolato dalla legge 129/2004: contratto in forma scritta, durata minima di tre anni quando è a tempo determinato, e consegna del testo completo del contratto al candidato almeno trenta giorni prima della firma. È il momento in cui chiedere conto delle voci che il sito non quantifica, a partire dai costi del locale e dalle condizioni di fornitura della carta e dei materiali di consumo.

Quanto costa aprire un centro stampa Dot?
Il sito pubblica quattro formule di negozio chiavi in mano: 28.900 euro per il formato Graphic, 39.000 per lo Standard, 54.000 per il Plus e 60.000 per il Maxi. Le cifre comprendono arredo su misura, macchinari, computer, insegna, materiale di comunicazione e una prima fornitura di carte. Restano escluse le voci immobiliari, cioè affitto, cauzioni e lavori sul locale, che vengono quantificate nel business plan.
Dot prevede royalty e quanto dura il contratto?
Il contratto di affiliazione dura sette anni ed è rinnovabile. Prevede una royalty annua del 3% sul fatturato del negozio, con un minimo di 1.500 euro, destinata alle attività di sviluppo del marchio. Il diritto d'ingresso non viene pubblicato separatamente. Chi porta nella rete un centro stampa già attrezzato ottiene una revisione delle royalty che tiene conto del lavoro svolto in precedenza.
Serve esperienza nel settore della stampa per affiliarsi a Dot?
Il franchisor indica come preferibile un percorso precedente nella grafica, nella stampa o nella copia, completato da attitudine commerciale e imprenditoriale, perché considera il mestiere difficile da improvvisare. Non si tratta di un requisito formale. Chi non ha competenze grafiche si appoggia alla sede centrale e agli altri affiliati per le lavorazioni complesse, a condizioni interne agevolate che lasciano un margine sulla commessa.
Quanto spazio serve per un Dot store?
La formula Graphic parte da 30 metri quadrati e una persona in negozio. Lo Standard richiede 60-80 metri quadrati, il Plus e il Maxi fra 70 e 120, con una o due persone secondo la configurazione. La scelta del locale si fa insieme al franchisor: l'affiliato propone le posizioni della propria zona, la sede valuta la concorrenza e tratta le condizioni con la proprietà.
Quanti punti vendita ha la rete Dot e come funziona la formazione?
La rete dichiara 13 centri aperti, con 44 stampanti e 17 plotter installati, fra Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria e Lazio. La formazione iniziale si svolge nei centri di Pavia, dura due o tre settimane secondo l'esperienza dell'affiliato e copre gli aspetti tecnici, amministrativi e commerciali. Dalla firma all'apertura passano in genere sei-otto settimane, usate anche per i lavori nel locale.

Fonti e verifica dei dati

Le cifre di questa scheda provengono dalle seguenti fonti:

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