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Franchising · Articoli per bambini

Franchising Giokids

50 negozi di giocattoli e cartoleria nel Sud Italia, con fee d'ingresso di 3.000 euro

3000 €
fee d'ingresso
50
punti vendita

Quanto costa un franchising Giokids?

Fee d'ingresso

Importo versato alla firma del contratto

3000 €

Superficie minima

a partire da 200 m²

Punti vendita

50

Dati dichiarati dall'insegna — fonti e data di verifica a fondo pagina.

Di cosa si tratta

Giokids è una catena di negozi di giocattoli e cartoleria che si presenta come il maggiore network del Mezzogiorno nella distribuzione e nella vendita al dettaglio di questi due settori. Il marchio appartiene a Maggio 3 S.r.l., società con sede a Tito, in provincia di Potenza, nata come grossista di articoli di cartoleria e di giocattoli e attiva da circa trent'anni nello sviluppo commerciale del marchio.

L'offerta dei punti vendita copre il giocattolo in senso ampio — costruzioni, peluche, linee da collezione — insieme alla cartoleria e agli articoli per la prima infanzia. La rete è socia di Assofranchising e di Assogiocattoli, e conta cinquanta punti vendita già aperti sul territorio.

Carta d'identità

Unità sul territorio
50
Punti vendita
50
Tipologia attività
Negozio di giocattoli, cartoleria e articoli per la prima infanzia
Società
Maggio 3 S.r.l.

Le domande giuste prima di partire

Come funziona l'affiliazione

La formula proposta è quella dell'affiliazione commerciale classica: l'affiliato apre e gestisce il proprio negozio, mentre la casa madre mette a disposizione il marchio, l'assortimento e l'apparato di comunicazione. L'insegna dichiara di rivolgersi anche a chi non ha esperienza specifica nel settore del giocattolo, perché l'ingresso è accompagnato da corsi e da stage formativi organizzati con gli affiliati già attivi.

Il sostegno riguarda in particolare due momenti delicati: il lancio del punto vendita e il periodo di avviamento, quando il negozio deve trovare il proprio ritmo di vendita. Sul piano commerciale l'affiliato accede a un catalogo aggiornato con continuità e a un sistema di promozioni e di comunicazione gestito centralmente, senza doversi costruire da solo una politica di marketing.

È prevista l'esclusiva di zona, con un'eccezione dichiarata: nei comuni che superano i 50.000 abitanti l'esclusiva non si applica.

Che cosa serve per aprire

Il sito pubblica in modo esplicito i requisiti del punto vendita e le voci di investimento, cosa non frequente tra i franchisor italiani.

  • Aree geografiche: lo sviluppo riguarda il Sud e il Centro Italia; le candidature vengono sollecitate per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
  • Superficie: da 200 a 500 metri quadrati, quindi un formato da media superficie, non da piccolo negozio di vicinato.
  • Ubicazione: zone centrali, vie dello shopping o centri commerciali.
  • Bacino di utenza: almeno 40.000 abitanti.
  • Personale: da due a quattro addetti, titolare compreso, in proporzione alla dimensione del locale.
L'investimento

Le cifre dichiarate sul sito sono tre. Il diritto d'ingresso ammonta a 3.000 euro. L'impianto merci, cioè il primo riempimento del negozio, parte da 60.000 euro. L'allestimento del punto vendita, quindi arredi e attrezzature, richiede almeno 35.000 euro. Sommando le tre voci si arriva a un impegno minimo dichiarato di circa 98.000 euro, ai quali vanno aggiunti i costi che ogni apertura comporta e che dipendono dalla situazione locale: la locazione dell'immobile, gli eventuali lavori edili, le utenze, il personale e il capitale circolante per i primi mesi.

Il sito indica inoltre la presenza di un canone annuo, senza pubblicarne l'importo: è una voce da farsi quantificare in fase di trattativa, perché incide sul conto economico di ogni esercizio. Per lo stesso motivo conviene chiedere per iscritto la durata del contratto e le condizioni di rinnovo, che le pagine consultate non riportano.

Il profilo del candidato

Il marchio descrive l'affiliato ideale come una persona dinamica e motivata, a proprio agio nel rapporto con il pubblico e disposta a lavorare in squadra con la rete. Il settore del giocattolo, del resto, vive di relazione con le famiglie e di una stagionalità molto marcata, concentrata nei mesi che precedono il Natale: saper gestire il magazzino e la cassa in un anno sbilanciato è parte del mestiere.

La dimensione richiesta al locale e l'entità dell'impianto merci indicano che la formula si rivolge a chi può sostenere un investimento strutturato, non a chi cerca un'attività di piccolo taglio.

I punti chiave
  • Rete di giocattoli e cartoleria con 50 punti vendita, concentrata nel Sud Italia.
  • Società di riferimento: Maggio 3 S.r.l., Tito (PZ); socio di Assofranchising e Assogiocattoli.
  • Fee d'ingresso 3.000 euro, impianto merci da 60.000 euro, allestimento da 35.000 euro.
  • Canone annuo previsto, importo non pubblicato.
  • Locale da 200 a 500 metri quadrati in zona centrale o in centro commerciale, bacino minimo di 40.000 abitanti.
  • Esclusiva di zona, con l'eccezione dei comuni sopra i 50.000 abitanti.

Il contratto rientra nell'ambito della legge 129/2004 sull'affiliazione commerciale, che impone la forma scritta e la consegna del testo completo al candidato trenta giorni prima della firma: è il momento in cui verificare canone annuo, durata e condizioni di fornitura.

Quanto costa aprire un negozio Giokids?
Il sito dichiara tre voci: 3.000 euro di diritto d'ingresso, un impianto merci a partire da 60.000 euro e un allestimento del punto vendita da almeno 35.000 euro, per un minimo complessivo intorno ai 98.000 euro. Restano esclusi la locazione del locale, gli eventuali lavori, il personale e il capitale circolante dei primi mesi di attività.
È previsto un canone periodico?
Sì, la scheda di apertura pubblicata sul sito indica la presenza di un canone annuo, ma non ne riporta l'importo. È una voce da farsi quantificare durante la trattativa, perché pesa su ogni esercizio: va chiesta per iscritto insieme alla durata del contratto e alle condizioni di rinnovo, che le pagine pubbliche non specificano.
Che locale serve e in quali zone?
Il formato richiesto va da 200 a 500 metri quadrati, in zone centrali, vie dello shopping o centri commerciali, con un bacino di utenza di almeno 40.000 abitanti e un organico compreso fra due e quattro persone, titolare incluso. Lo sviluppo riguarda il Centro e il Sud Italia, con candidature sollecitate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Serve esperienza nel settore del giocattolo?
La rete dichiara che la formula è adatta anche a chi non proviene dal settore, perché l'ingresso è accompagnato da corsi e stage formativi organizzati con gli affiliati e da assistenza nelle fasi di lancio e avviamento. Resta utile una predisposizione al rapporto con il pubblico e la capacità di gestire un magazzino con una stagionalità molto concentrata.
L'affiliato ha l'esclusiva sulla sua zona?
Il sito indica che l'esclusiva di zona è prevista, con un'eccezione dichiarata: non si applica nei comuni con più di 50.000 abitanti, dove quindi possono coesistere più punti vendita dell'insegna. I confini esatti dell'area assegnata e le condizioni di validità vanno definiti nel contratto di affiliazione.

Fonti e verifica dei dati

Le cifre di questa scheda provengono dalle seguenti fonti:

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