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Franchising · RETAIL

Franchising Smo-King

Negozi di svapo senza royalty mensili: allestimento da 5.000 euro

2012
Anno di fondazione

Quanto serve per partire

Investimento totale

L'importo indicativo per aprire, comunicato dal franchisor.

5000 €

Apporto personale

La quota da mettere di tasca propria per partire.

Allestimento da 5.000 a 15.000 euro, primo stock da 8.000 a 20.000 euro; cifre indicative 2025-2026.

Royalties

Nessuna percentuale ricorrente: quello che incassi resta a te.

Zero

Di cosa si tratta

Smo-King è una rete italiana di negozi di sigarette elettroniche nata a Roma nel 2012, in via dei Gelsi, nel quartiere di Centocelle. Il marchio fa capo a King srl e oggi si articola su tre canali: i punti vendita fisici, concentrati nella capitale, un negozio online rivolto ai privati e una piattaforma all'ingrosso riservata agli operatori con partita IVA. Nel canale dei negozi in affiliazione l'azienda dichiara una rete nazionale di trentaquattro punti vendita, diciannove dei quali a Roma.

Carta d'identità

Fondazione
2012
Tipologia attività
Negozio di sigarette elettroniche, liquidi e accessori per lo svapo
Società
King srl

Le domande giuste prima di partire

Come funziona l'affiliazione

Qui va fatta una precisazione, perché il modello si discosta da quello a cui è abituato chi legge le schede di franchising. L'azienda dichiara apertamente di non gestire una catena tradizionale con canoni periodici e manuali operativi vincolanti: la formula è più leggera e si regge sulla fornitura e sull'accompagnamento all'avvio, non su un canone ricorrente.

Chi entra nel circuito ottiene:

  • l'accesso diretto ai listini all'ingrosso della piattaforma B2B del gruppo, per liquidi, dispositivi e accessori;
  • l'affiancamento nell'allestimento del negozio, dal layout agli espositori ai materiali;
  • la formazione iniziale sui prodotti e sulle regole del settore, in particolare il decreto legislativo 6/2016 e le sue modifiche;
  • l'aggiornamento periodico su novità di catalogo e cambiamenti normativi;
  • la visibilità sui canali digitali del marchio.

Il rovescio della medaglia è che l'affiliato si assume più autonomia operativa: gestione del magazzino, scelta dell'assortimento in dialogo con la casa madre e costruzione della clientela locale restano in buona parte nelle sue mani. L'azienda tiene a precisare di non promettere risultati predeterminati, perché l'andamento dipende dalla posizione del negozio e dalla conduzione quotidiana.

Esiste anche una terza via, dichiarata sul sito: chi ha già un'attività avviata e vuole soltanto rifornirsi può usare la piattaforma all'ingrosso senza entrare nella rete, rinunciando in cambio al supporto operativo e all'uso del marchio.

L'investimento

Le cifre pubblicate sono indicate come riferimenti orientativi per il biennio 2025-2026, non come condizioni contrattuali. Il sito distingue quattro voci:

  • allestimento del punto vendita, fra 5.000 e 15.000 euro, comprensivo di arredi, espositori e insegna;
  • primo carico di prodotti, fra 8.000 e 20.000 euro, in funzione di quanto si vuole ampio l'assortimento;
  • pratiche di apertura, variabili da regione a regione: SCIA, autorizzazioni, deposito fiscale;
  • canone di locazione, che il franchisor indica come la voce più pesante e interamente legata alla posizione scelta.

Non compaiono invece un diritto d'ingresso né una percentuale sul fatturato: coerentemente con l'impostazione dichiarata, l'impegno economico si concentra sull'apertura e sugli acquisti di merce.

Il profilo del candidato e i vincoli di legge

L'esperienza nel settore non è considerata indispensabile, ma la casa madre segnala che chi arriva da fuori deve mettere in conto un periodo di apprendimento sui prodotti e sulla normativa, che cambia con frequenza. Dalla ricerca del locale all'apertura passano mediamente da due a quattro mesi, e la parte più lenta è quasi sempre l'autorizzazione al deposito fiscale.

I vincoli normativi sono numerosi e vanno conosciuti prima di impegnarsi. La vendita è vietata ai minori di diciotto anni, con obbligo di esposizione dell'avviso e di controllo del documento. Il deposito fiscale è obbligatorio per commercializzare i liquidi con nicotina soggetti ad accisa e il relativo numero va riportato sui documenti fiscali. I prodotti devono essere stati notificati al Ministero della Salute prima dell'immissione in commercio, e il rivenditore risponde di quello che acquista. La pubblicità del settore è fortemente limitata dalla legge italiana. Per la parte fiscale e legale l'azienda stessa rimanda a un commercialista che conosca il comparto.

I punti chiave
  • Rete dichiarata di trentaquattro punti vendita in Italia, attiva dal 2012.
  • Nessuna royalty mensile né manuale operativo rigido: fornitura e supporto all'avvio.
  • Allestimento indicato fra 5.000 e 15.000 euro, primo stock fra 8.000 e 20.000 euro.
  • Approvvigionamento tramite la piattaforma all'ingrosso del gruppo.
  • Deposito fiscale e SCIA sono passaggi obbligati e allungano i tempi di apertura.

Anche quando la formula è leggera, il rapporto rientra nell'affiliazione commerciale disciplinata dalla legge 129/2004: forma scritta e consegna del contratto completo almeno 30 giorni prima della firma restano un diritto dell'aspirante affiliato.

Smo-King è un franchising con royalty?
No, e l'azienda lo dichiara esplicitamente: non si tratta di una catena tradizionale con canoni periodici e manuali operativi vincolanti. L'affiliato apre un negozio, si rifornisce dalla piattaforma all'ingrosso del gruppo a prezzi riservati e riceve supporto su allestimento, assortimento e formazione. L'impegno economico si concentra quindi sull'apertura e sugli acquisti di merce, non su un canone ricorrente.
Quanto serve per aprire un negozio Smo-King?
Il sito pubblica riferimenti indicativi per il 2025-2026: da 5.000 a 15.000 euro per l'allestimento, comprensivo di arredi, espositori e insegna, e da 8.000 a 20.000 euro per il primo carico di prodotti, a seconda dell'ampiezza dell'assortimento. A queste voci si aggiungono le pratiche di apertura, variabili per regione, e l'affitto del locale, che il franchisor indica come la spesa più pesante.
Che autorizzazioni servono per vendere sigarette elettroniche?
Servono la SCIA al Comune per l'avvio dell'attività commerciale e il deposito fiscale per commercializzare i liquidi con nicotina soggetti ad accisa, con il numero da indicare sui documenti fiscali. I prodotti devono essere stati notificati al Ministero della Salute e la vendita è vietata ai minori di diciotto anni. La pubblicità del comparto è fortemente limitata dalla normativa italiana.
Quanto tempo passa dall'accordo all'apertura?
In media da due a quattro mesi dal momento in cui si individua il locale, secondo quanto dichiara la casa madre. I tempi dipendono quasi interamente dalla burocrazia: la SCIA, l'eventuale ristrutturazione e soprattutto l'autorizzazione al deposito fiscale, che è il passaggio più lento. L'indicazione dell'azienda è di avviare subito quella pratica, senza attendere la conclusione dei lavori.
Si può comprare all'ingrosso senza affiliarsi?
Sì. Chi ha già un'attività avviata può rifornirsi dalla piattaforma B2B del gruppo restando fuori dalla rete: in quel caso ottiene i listini riservati agli operatori con partita IVA, ma non il supporto operativo all'avvio né la possibilità di usare il marchio e la visibilità dei canali digitali. È la strada che l'azienda indica per i commercianti già esperti di retail.

Fonti e verifica dei dati

Le cifre di questa scheda provengono dalle seguenti fonti:

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