La pizza in teglia di Sapò esce dai confini del Veneto e approda a Milano. Il brand fondato da Andrea Boscolo ha inaugurato in via Cusani il suo terzo punto vendita, il primo fuori dalla regione d'origine e realizzato attraverso il franchising. Un'apertura che segna una nuova fase nel percorso di sviluppo della catena specializzata nella pizza al taglio.
Come racconta Ristorazione Moderna, il nuovo locale milanese rappresenta un esempio della flessibilità del format: uno spazio più contenuto rispetto ai precedenti punti vendita, con un'impostazione urbana e industriale, un bancone espositivo di tre metri e alcuni appoggi per il consumo veloce.
Dalla prima pizzeria a Chioggia allo sviluppo in franchising
La storia di Sapò comincia nel 2010, quando Andrea Boscolo avvia la sua attività a Chioggia insieme ai genitori, inizialmente con una pizzeria d'asporto tradizionale. Nel 2015 arriva il secondo punto vendita, nella vicina Sottomarina, mentre il riconoscimento del Gambero Rosso nel 2013 contribuisce a consolidare il percorso del marchio.
La specializzazione nella pizza in teglia diventa progressivamente il tratto distintivo dell'insegna. Dopo la pandemia, Boscolo decide di puntare sull'affiliazione per ampliare la presenza del brand senza appesantire direttamente la struttura aziendale.
«Con l'affiliazione, invece, abbiamo avuto modo di mettere a sistema un lavoro meticoloso su organizzazione, processi e selezione dei fornitori che già costituiva la base del nostro business e puntare maggiormente sulla standardizzazione del prodotto», afferma Boscolo.
A supporto dello sviluppo della rete è stato realizzato anche un laboratorio centralizzato di 110 metri quadrati, dedicato alla produzione delle basi per la pizza.
Il modello operativo e i servizi per gli affiliati
La standardizzazione del prodotto è uno degli elementi su cui si fonda il modello di business. Il menu completo comprende 36 ricette, con 15-20 referenze proposte quotidianamente. Le pizze vengono farcite a freddo ed esposte al banco, per valorizzarne la presentazione e consentire la vendita a peso.
L'impasto, caratterizzato da un'idratazione del 78% e da una fermentazione di 48 ore, viene preparato e gestito attraverso un processo controllato. Le basi sono confezionate in atmosfera protetta e distribuite ai punti vendita, dove l'operatore si occupa della farcitura e della fase finale di cottura.
Il sistema consente di semplificare le attività quotidiane e ridurre la complessità operativa. «Fin dall'inizio di questa attività abbiamo sempre cercato di semplificare e razionalizzare i vari passaggi così da rendere meno stressante il lavoro sul locale e far sì che l'operatore si concentri sull'attività di vendita», spiega il fondatore.
Il pacchetto destinato agli affiliati comprende fornitura delle basi pizza, marketing centralizzato, packaging personalizzato, ricerca e progettazione del locale, formazione e affiancamento nella fase di avviamento.
Il franchising Sapò: un format senza pizzaiolo
Il progetto di affiliazione si rivolge a chi desidera entrare nel settore della ristorazione anche senza esperienza specifica nella preparazione della pizza.
La formula proposta da Sapò è infatti pensata per consentire la gestione del punto vendita senza la presenza di un pizzaiolo specializzato. Il know-how produttivo di Andrea Boscolo, le ricette codificate e le procedure operative permettono di mantenere uniformità nella qualità e nel servizio.
Il franchisor accompagna l'affiliato nelle diverse fasi del progetto: dalla scelta della location alla progettazione del locale, dalla selezione delle attrezzature alla formazione iniziale del titolare e del personale. Sono previsti anche assistenza durante l'inaugurazione, software gestionale e supporto tecnico, commerciale e marketing nel corso del rapporto di affiliazione.
La proposta si rivolge sia a chi intende avviare una nuova attività imprenditoriale sia a operatori già presenti nel commercio e nel retail interessati ad ampliare il proprio business.
Nuove opportunità di sviluppo in Italia
Dopo Milano, Sapò guarda ad altre città italiane. L'obiettivo è replicare il modello organizzativo e produttivo sperimentato in Veneto, facendo leva su un'offerta specializzata, processi standardizzati e un sistema di supporto agli affiliati.
La prima apertura fuori regione rappresenta quindi un passaggio significativo per il marchio, che punta a trasformare un'esperienza imprenditoriale nata nel territorio veneziano in una rete con ambizioni nazionali.