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Franchising · Formazione

Franchising CFU – Centro Formativo Universitario

Oltre 20 centri di orientamento universitario online, senza diritto d'ingresso

2012
Anno di fondazione
20
Punti vendita

Quanto serve per partire

Investimento totale

L'importo indicativo per aprire, comunicato dal franchisor.

2000 €

Apporto personale

La quota da mettere di tasca propria per partire.

Nessun diritto d'ingresso: solo 2.000 euro + IVA di contributo per la formazione iniziale

Di cosa si tratta

CFU è la sigla del Centro Formativo Universitario, una struttura attiva dal 2012 con sede a Roma che fa da ponte fra gli studenti e le università telematiche riconosciute dal ministero. Il mestiere non è didattico: un Centro CFU non rilascia titoli e non tiene lezioni, ma orienta chi vuole iscriversi a un corso di laurea o a un master erogati a distanza, lo accompagna nella scelta del percorso e lo assiste nella preparazione degli esami e nell'uso delle piattaforme di apprendimento online.

Attorno a questo nucleo si è formato un catalogo di servizi più ampio, che comprende le certificazioni linguistiche per italiani e per stranieri, le certificazioni informatiche, le ripetizioni scolastiche e l'assistenza nella stesura della tesi. La rete dichiara più di venti centri distribuiti sul territorio nazionale.

Carta d'identità

Fondazione
2012
Unità sul territorio
20
Punti vendita
20
Tipologia attività
Centro di orientamento e assistenza per lauree e master online delle università telematiche
Società
CFU – Centro Formativo Universitario Srl

Le domande giuste prima di partire

Come funziona l'affiliazione alla rete CFU

L'affiliato diventa il riferimento locale del network: raccoglie la domanda di formazione universitaria della propria zona, la indirizza verso l'ateneo telematico più adatto e segue lo studente nel percorso. Il vantaggio contrattuale sta nel rapporto già costruito dalla casa madre con gli atenei: aderendo alla rete si ottiene un canale privilegiato con otto università telematiche, fra cui Pegaso, UniNettuno, San Raffaele, Mercatorum, eCampus, UniTelma Sapienza e Guglielmo Marconi.

Il catalogo che l'affiliato può proporre comprende oltre cento corsi di laurea online fra triennali, magistrali e a ciclo unico, e più di duecento master, oltre ai corsi di perfezionamento e di alta formazione, erogati a distanza oppure in sede. L'attività di orientamento è strutturata in un programma di coaching con cui il personale del centro aiuta il futuro studente a individuare il percorso compatibile con la propria situazione lavorativa e familiare.

Il modello è quello classico del franchising di servizi: non serve un punto vendita su strada con vetrina e magazzino, ma un ufficio, una connessione e persone capaci di gestire un colloquio di orientamento. È un'attività che si appoggia a un bacino locale e si combina spesso con altre attività già esistenti, come gli studi di consulenza, le scuole private o i centri di formazione professionale.

Quanto costa aprire un Centro CFU

Su questo punto la casa madre è esplicita, e il dato è inconsueto nel panorama italiano. Per diventare un Centro CFU non è previsto alcun diritto d'ingresso: l'unica somma dichiarata è un contributo di 2.000 euro più IVA per la formazione iniziale. A questo si aggiunge, nelle parole dell'azienda, la volontà di sviluppare nel proprio territorio i servizi del catalogo.

È una barriera d'ingresso molto bassa, e va letta per quello che è: il costo di accreditamento alla rete, non il costo di avvio dell'attività. Il sito non quantifica l'ufficio, l'arredo, le utenze, il personale, la pubblicità locale né il capitale necessario a coprire i primi mesi, e non dichiara royalty periodiche, contributi pubblicitari o una durata del contratto. Nemmeno il meccanismo con cui l'affiliato viene remunerato sulle iscrizioni raccolte è pubblicato.

Sono esattamente le voci da chiarire nel colloquio che l'azienda propone, e che vanno poi verificate nel contratto. La legge 129/2004 impone la forma scritta, la durata minima di tre anni per i contratti a tempo determinato e la consegna del testo completo trenta giorni prima della firma: è il momento in cui controllare le provvigioni, gli obiettivi minimi di iscrizione eventualmente imposti, l'esclusiva territoriale e le conseguenze del mancato raggiungimento dei volumi.

Il profilo del candidato

La casa madre non pone requisiti patrimoniali e si rivolge genericamente a chi voglia collaborare con le università telematiche. Il mestiere, però, seleziona da sé: il centro vive della capacità di generare contatti sul territorio e di convertirli in iscrizioni, quindi conta la rete di relazioni locali più del capitale.

I profili naturali sono tre. Il primo è il consulente o il professionista della formazione che aggiunge l'orientamento universitario a un'offerta già avviata. Il secondo è il titolare di una scuola privata, di un centro di recupero anni o di una scuola di lingue, che ha già un pubblico in target. Il terzo è l'imprenditore che parte da zero e costruisce la propria base di contatti con il marketing locale: in questo caso il tempo di avviamento è più lungo, perché la decisione di iscriversi a un'università a distanza matura in settimane e non in un pomeriggio.

Nodi da chiarire con la casa madre
  • Come si guadagna: il criterio di riconoscimento dei compensi sulle iscrizioni non è pubblicato e va definito per iscritto.
  • Esclusiva di zona: con più di venti centri già attivi occorre delimitare il territorio assegnato e capire quali altri centri operano nelle vicinanze.
  • Obiettivi minimi: va verificato se esistono soglie di iscrizioni da raggiungere e che effetto ha il loro mancato rispetto.
  • Convenzioni con gli atenei: l'elenco delle università riconosciute cambia nel tempo, quindi conviene farsi confermare quali accordi sono in vigore alla data della firma.
  • Costi ricorrenti: in assenza di royalty dichiarate, va chiesto se esistono canoni per piattaforme, materiali o formazione di aggiornamento.
Quanto costa aprire un Centro CFU?
La casa madre dichiara che non è previsto alcun diritto d'ingresso: l'unica somma richiesta è un contributo di 2.000 euro più IVA per la formazione iniziale. Non vengono invece quantificati l'ufficio, l'arredo, il personale e la pubblicità locale, né sono pubblicate royalty periodiche o un contributo pubblicitario. Quelle voci vanno ricostruite nel colloquio con l'azienda e verificate nel contratto.
Come guadagna un Centro CFU affiliato?
Il centro vive dell'orientamento e dell'assistenza agli studenti che si iscrivono alle università telematiche convenzionate, oltre che dei servizi del catalogo: certificazioni linguistiche e informatiche, ripetizioni e supporto nella stesura della tesi. Il criterio con cui vengono riconosciuti i compensi sulle iscrizioni non è pubblicato sul sito, ed è il primo punto da far mettere per iscritto prima della firma.
Con quali università si lavora?
La rete dichiara un rapporto privilegiato con otto università telematiche italiane, fra cui Pegaso, UniNettuno, San Raffaele, Mercatorum, eCampus, UniTelma Sapienza e Guglielmo Marconi. Il catalogo che l'affiliato può proporre comprende oltre cento corsi di laurea online fra triennali, magistrali e a ciclo unico, più di duecento master e i corsi di perfezionamento e alta formazione. Gli accordi vanno confermati alla data della firma.
Serve un locale su strada?
Il sito non fissa una metratura minima né descrive un format di negozio. L'attività è di servizio: occorre un ufficio in cui ricevere i candidati all'iscrizione e gestire i colloqui di orientamento. Per questo l'affiliazione si combina spesso con attività già esistenti, come studi di consulenza, scuole private, centri di recupero anni o scuole di lingue, che hanno già un pubblico interessato.
Quanti centri ha oggi la rete CFU?
La casa madre dichiara più di venti centri distribuiti sul territorio nazionale. Il sito non pubblica la ripartizione fra sedi gestite direttamente e sedi affiliate, né l'elenco completo degli indirizzi all'interno della pagina dedicata alla rete. Con una copertura di questa ampiezza conviene delimitare l'esclusiva territoriale e verificare quali centri operino già nelle province confinanti.

Fonti e verifica dei dati

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