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Franchising · Elettronica, riparazioni, smartphone

Franchising iRiparo

Riparazione di smartphone e tablet: apertura chiavi in mano a partire da 20.000 euro

2009
Anno di fondazione
25 mq
Metratura

Quanto serve per partire

Investimento totale

L'importo indicativo per aprire, comunicato dal franchisor.

20.000 €

Apporto personale

La quota da mettere di tasca propria per partire.

Investimento iniziale da 20.000 euro; diritto d'ingresso e royalty non pubblicati dal marchio

Di cosa si tratta

iRiparo è una catena di negozi specializzati nella riparazione di smartphone, tablet e smartwatch. L'attività è nata nel 2009 come servizio online di assistenza ai possessori di dispositivi Apple; nel 2012 l'azienda ha avviato il progetto di affiliazione, che nei primi cinque anni ha portato sotto l'insegna oltre centotrenta punti vendita specializzati. Dal 2017 il marchio fa parte del gruppo Prink e ha esteso la propria presenza ad altri mercati europei, fra cui Spagna, Francia e Belgio.

Il negozio tipo non vive solo di riparazioni. Accanto alla sostituzione di schermi, batterie e componenti, i punti vendita trattano smartphone usati e rigenerati, accessori di telefonia, pellicole protettive e servizi collegati al mondo mobile: trasferimento e recupero dati, configurazione dei dispositivi, estensioni di garanzia e polizze contro i danni. È un assortimento che serve a riempire le ore in cui il laboratorio non lavora e a tenere alto lo scontrino medio.

Carta d'identità

Fondazione
2009
Tipologia attività
Negozio di riparazione smartphone e tablet, vendita di usato rigenerato e accessori
Società
PRK S.r.l.

Le domande giuste prima di partire

Perché il settore regge

L'argomento con cui il marchio si presenta ai candidati riguarda la natura stessa del mestiere: una riparazione è un servizio che si consuma sul posto, difficilmente sostituibile da un acquisto online o dalla grande distribuzione. Il cliente porta il telefono in negozio e lo ritira, spesso in giornata. A questo si aggiunge la crescita del mercato del ricondizionato, che ha dato ai riparatori un secondo canale di ricavo accanto al servizio puro.

La casa madre dichiara che per aprire non serve essere già tecnici del settore. Quello che chiede sono interesse per la telefonia, buona manualità e attitudine al rapporto con il pubblico: la competenza tecnica viene costruita con la formazione, mentre la gestione del banco resta un lavoro di relazione con il cliente.

Le due formule di affiliazione

L'ingresso nella rete avviene con due configurazioni diverse, pensate per situazioni di partenza differenti.

  • Store: il negozio a insegna piena, con uno spazio commerciale indicativamente compreso fra i 25 e i 50 metri quadrati e un laboratorio tecnico dedicato di almeno 15 metri quadrati, perché le riparazioni si eseguono sul posto. La casa madre considera decisiva la posizione, in una via o una piazza ad alto passaggio e facilmente raggiungibile.
  • Corner: lo spazio iRiparo inserito dentro un'attività già avviata e affine, per esempio un negozio di telefonia mono o multimarca o un punto vendita di informatica. Il corner offre gli stessi servizi dello store e richiede anch'esso, preferibilmente, un laboratorio tecnico di almeno 15 metri quadrati.

A ogni punto vendita viene assegnata una zona di competenza in esclusiva, e la casa madre affianca il candidato nella ricerca del locale più adatto.

L'investimento

Il marchio pubblica una cifra, cosa rara fra i franchisor italiani: l'apertura «chiavi in mano» parte da 20.000 euro. L'importo è dichiarato come indicativo, e secondo l'elenco della casa madre copre cinque voci:

  • i lavori di allestimento del locale;
  • l'insegna esterna e le pellicole adesive per le vetrine;
  • i sistemi gestionali con cui si governa il punto vendita;
  • la formazione, sia quella d'ingresso sia gli aggiornamenti successivi;
  • la dotazione di partenza, cioè il primo kit di ricambi, accessori e attrezzi da banco.

Restano fuori da quella cifra le voci che dipendono dalla singola apertura: la locazione del locale e l'eventuale buonuscita, i lavori edili se servono, le utenze, il personale e il capitale circolante dei primi mesi. Il sito non pubblica invece il diritto d'ingresso separato, l'eventuale royalty periodica né la durata del contratto: sono le tre domande da fare per prime al colloquio commerciale, insieme ai termini di fornitura dei ricambi. La legge 129/2004 impone del resto la forma scritta e la consegna del contratto completo trenta giorni prima della firma.

Formazione e assistenza alla rete

Il percorso formativo passa dalla iRiparo Business Academy, la piattaforma di e-learning che la casa madre mette gratuitamente a disposizione degli affiliati con un catalogo di corsi aggiornato nel tempo. È una scelta coerente con un settore in cui i modelli e le tecniche di riparazione cambiano ogni stagione.

Al fianco della parte tecnica, la rete fornisce assistenza commerciale, campagne di marketing nazionali da declinare sul territorio, fornitura di ricambi dalla sede e supporto continuativo nella gestione dello stock. Le riparazioni dei negozi sono coperte da una garanzia fino a dodici mesi, con ricambi originali o compatibili a seconda dell'intervento.

iRiparo in breve
  • Catena di riparazione di smartphone, tablet e smartwatch, nata nel 2009 e in franchising dal 2012.
  • Dal 2017 nel gruppo Prink; presente anche in Spagna, Francia e Belgio.
  • Apertura chiavi in mano a partire da 20.000 euro, allestimento e formazione compresi.
  • Due formule: store da 25 a 50 metri quadrati o corner dentro un'attività già avviata, con laboratorio di almeno 15 metri quadrati.
  • Zona di competenza in esclusiva e formazione e-learning gratuita tramite la Business Academy.
  • Diritto d'ingresso, royalty e durata del contratto non sono pubblicati.
Quanto costa aprire un negozio iRiparo?
Il marchio indica un'apertura chiavi in mano a partire da 20.000 euro. La cifra è dichiarata come indicativa e copre cinque voci: i lavori di allestimento, l'insegna esterna con le pellicole per le vetrine, i sistemi gestionali, la formazione d'ingresso e gli aggiornamenti successivi, più la dotazione iniziale di ricambi e attrezzi. Restano esclusi la locazione, gli eventuali lavori edili, le utenze, il personale e il capitale circolante dei primi mesi.
Che locale serve per aprire un punto vendita iRiparo?
La formula store prevede uno spazio commerciale indicativamente fra i 25 e i 50 metri quadrati, con un laboratorio tecnico dedicato di almeno 15 metri quadrati per eseguire le riparazioni sul posto. La posizione conta: la casa madre indica come requisito una via o una piazza ad alto passaggio, facilmente raggiungibile dalla clientela.
Che differenza c'è fra lo store e il corner iRiparo?
Lo store è il negozio a insegna piena, interamente dedicato al marchio. Il corner è invece uno spazio iRiparo inserito dentro un'attività già avviata e affine, per esempio un negozio di telefonia o di informatica: offre gli stessi servizi dello store, occupa una superficie variabile a seconda dell'esercizio che lo ospita e richiede anch'esso, preferibilmente, un laboratorio di almeno 15 metri quadrati.
Servono competenze tecniche per diventare affiliato iRiparo?
La casa madre dichiara che non è necessario essere già esperti del settore. Chiede interesse per la telefonia, buona manualità e attitudine al rapporto con il pubblico. La parte tecnica si costruisce con la formazione, erogata gratuitamente attraverso la iRiparo Business Academy, la piattaforma di e-learning con un catalogo di corsi aggiornato nel tempo.
Sono previste royalty o un diritto d'ingresso separato?
Le pagine pubbliche non lo dicono. Il marchio comunica soltanto l'investimento iniziale complessivo, senza scomporre un eventuale diritto d'ingresso né indicare canoni periodici o percentuali sul fatturato. Sono le voci da farsi quantificare per iscritto durante la trattativa, insieme alla durata del contratto e alle condizioni di fornitura dei ricambi dalla sede.

Fonti e verifica dei dati

Le cifre di questa scheda provengono dalle seguenti fonti:

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