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Franchising · Ristorazione

Franchising Brunch Republic

Format brunch all day: 22 locali aperti e altri 18 annunciati entro il 2027

Logo Brunch Republic
30.000 €
fee d'ingresso
150 – 300 k€
investimento
22
punti vendita

Quanto costa un franchising Brunch Republic?

Fee d'ingresso

Importo versato alla firma del contratto

30.000 €

Investimento complessivo

Budget totale stimato per l'apertura

150.000 € – 300.000 €

Royalty di gestione

5%

Royalty pubblicitaria

1%

Punti vendita

22

Dati dichiarati dall'insegna — fonti e data di verifica a fondo pagina.

Di cosa si tratta

Brunch Republic è una catena di locali che ha spostato il brunch fuori dal fine settimana e fuori dalla fascia oraria che gli viene normalmente assegnata. L'idea, sostenuta dai due imprenditori che hanno avviato il progetto, Marco Pani e Matteo Hu, è servire la stessa carta dall'apertura del mattino fino alla sera, così che il locale lavori su più momenti di consumo invece di concentrare gli incassi su pochi turni.

Il menù mette insieme i piatti riconoscibili del genere, dai pancake all'avocado toast, insieme a hamburger, caffetteria, frullati e matcha, con alternative vegane, vegetariane e senza glutine. Il servizio è sempre al tavolo e i piatti vengono preparati alla richiesta: non è un banco self service, e questo determina sia l'organizzazione della brigata sia il numero di coperti necessario per far girare il conto economico. Il primo locale ha aperto a Mestre; oggi la rete è presente da Torino a Bari, con una concentrazione nel Nord Est e presìdi a Firenze, Pisa, Parma, Modena, Riccione e in Salento.

Carta d'identità

Unità sul territorio
22
Punti vendita
22
Tipologia attività
Locale da brunch con servizio al tavolo, aperto dalla mattina alla sera

Le domande giuste prima di partire

Come funziona l'affiliazione Brunch Republic

La rete cresce con una formula mista: alcuni locali sono gestiti direttamente dalla società, altri sono affidati ad affiliati. È un assetto che va considerato un vantaggio in sede di valutazione, perché significa che la casa madre mantiene punti vendita propri e continua quindi a misurare sul campo i costi e i tempi del format che propone.

Il sostegno promesso al partner copre l'intero arco del progetto, dall'avvio allo sviluppo del punto vendita. L'azienda lo descrive in termini di metodo e di affiancamento più che con un elenco di servizi: non vengono dettagliate le giornate di formazione, l'assistenza nella ricerca del locale né l'eventuale contributo alla progettazione. Sono tutte voci da farsi mettere nero su bianco, perché in un format che vive sulla ripetibilità il valore reale sta proprio nella qualità delle procedure trasferite.

Quanto costa aprire un Brunch Republic

Questa è una delle poche reti italiane della ristorazione che espone le condizioni economiche sulla pagina pubblica per i candidati. I quattro numeri dichiarati sono:

  • Diritto d'ingresso: 30.000 euro più IVA.
  • Investimento: da 150.000 a 300.000 euro.
  • Royalty: 5 per cento sul fatturato.
  • Contributo marketing: 1 per cento.

La forbice dell'investimento è ampia, e la spiegazione sta nel formato: un locale da brunch con servizio al tavolo può avere superfici e livelli di intervento molto diversi fra un fondo già attrezzato in una città media e un immobile da rifare in una via centrale. Il sito non pubblica la metratura minima, la durata del contratto né l'eventuale capitale proprio richiesto, e il modulo di candidatura propone al candidato fasce di investimento che partono da 90.000 euro: una differenza rispetto alla forbice dichiarata che vale la pena chiarire subito, perché può indicare l'esistenza di formati più piccoli non descritti in pagina.

Il quadro normativo è quello della legge 129/2004: contratto scritto, durata minima di tre anni se è a tempo determinato, consegna del testo completo trenta giorni prima della firma. In quel mese vanno verificate le voci che la pagina pubblica non copre, a partire dalla base di calcolo delle royalty, dalla presenza di acquisti obbligatori presso fornitori indicati e dalle condizioni di rinnovo.

I numeri che l'azienda dichiara sulla rete

La pagina per i candidati espone alcuni indicatori di sintesi: ventidue locali già aperti, altri diciotto previsti in apertura entro il 2027, un fatturato medio per locale intorno al milione di euro e un margine operativo lordo medio del venti per cento. Vanno letti per quello che sono: valori medi di rete dichiarati dal franchisor, non una previsione riferita al singolo punto vendita, e non una garanzia di risultato. In una media convivono locali storici molto affermati e aperture recenti ancora in rodaggio, e le posizioni commerciali non sono equivalenti.

Il modo corretto di usarli è chiedere in trattativa il conto economico tipo di un locale paragonabile, con l'incidenza di materie prime, personale e affitto. Anche il programma di aperture va interpretato: diciotto inaugurazioni impegnano la struttura centrale, quindi conviene capire quante persone seguono gli affiliati.

Il profilo del candidato

Il modulo per i candidati chiede la zona in cui si vorrebbe aprire, la cifra che si è disposti a investire, se si ha già esperienza nella ristorazione e se si è già titolari di più affiliazioni. L'ultima domanda è rivelatrice: la rete guarda con interesse ai multi franchisee, cioè agli operatori che gestiscono più punti vendita e che possono replicare l'apertura in un territorio.

Il destinatario naturale è un imprenditore della ristorazione, oppure un investitore affiancato da un gestore esperto. Il formato all day richiede personale su una fascia oraria lunga e una cucina che produce a flusso continuo: l'organizzazione dei turni e il controllo degli scarti fanno la differenza sul margine.

Le domande da porre prima di firmare
  • Quale superficie minima serve e quale numero di coperti è considerato sostenibile dal format.
  • Che cosa comprende esattamente il diritto d'ingresso di 30.000 euro e che cosa resta a carico dell'affiliato.
  • Su quale grandezza vengono calcolate le royalty del 5 per cento e il contributo marketing dell'1 per cento.
  • Quale esclusiva territoriale viene riconosciuta, per quanta durata e con quali obblighi di sviluppo.
  • Quali forniture sono vincolate e a quali prezzi, perché incidono sul margine più del canone.
Quanto costa aprire un locale Brunch Republic?
La pagina per i candidati dichiara un diritto d'ingresso di 30.000 euro più IVA e un investimento compreso fra 150.000 e 300.000 euro, a cui si aggiungono royalty del 5 per cento sul fatturato e un contributo marketing dell'1 per cento. La forbice è ampia perché dipende dalla superficie del locale e dall'entità dei lavori: il sito non pubblica una metratura minima.
Quanti locali ha la rete e quanto cresce?
L'azienda dichiara ventidue locali già aperti e altre diciotto inaugurazioni previste entro il 2027. La rete unisce punti vendita gestiti direttamente dalla società e punti vendita in affiliazione, senza indicare la ripartizione fra le due categorie. La presenza va da Torino a Bari, con una concentrazione nel Nord Est e locali anche a Firenze, Pisa, Parma, Modena, Riccione e in Salento.
Il fatturato medio dichiarato è un risultato garantito?
No. Il milione di euro di fatturato medio e il venti per cento di margine operativo lordo sono valori medi di rete comunicati dal franchisor, non una previsione per il singolo locale. In una media convivono punti vendita affermati e aperture recenti, con posizioni commerciali diverse. Conviene chiedere in trattativa il conto economico tipo di un locale paragonabile per superficie e bacino.
Serve esperienza nella ristorazione?
Il modulo di candidatura chiede espressamente se si è già lavorato nella ristorazione e se si gestiscono altre affiliazioni, segno che il profilo preferito è quello dell'operatore esperto, anche multi punto vendita. Chi arriva da altri settori può presentarsi affiancandosi a un gestore di mestiere: il formato all day richiede turni lunghi e una cucina che lavora a flusso continuo.
Che tipo di supporto dà la casa madre?
L'azienda dichiara un affiancamento che parte dalla fase di avvio e segue lo sviluppo del punto vendita, mettendo a disposizione esperienza e metodo operativo. Il sito non quantifica le giornate di formazione né l'assistenza nella ricerca del locale e nella progettazione: sono voci da definire nel contratto, insieme al numero di persone della struttura centrale dedicate alla rete in affiliazione.

Fonti e verifica dei dati

Le cifre di questa scheda provengono dalle seguenti fonti:

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